|
ALIENO: I CONTENUTI
Una giornalista in fuga da una vita frenetica ospita nella sua baita in montagna il pilota di un misterioso velivolo precipitato nelle vicinanze. Nella casa, isolata dalla neve dal resto del mondo, i due personaggi vivono un'esperienza ai confini della realtà. La grande intesa sensoriale stabilitasi tra i due permetterà un confronto tra la natura umana e quella più evoluta, ma per alcuni aspetti ancora primitiva, dell'ospite dalla misteriosa provenienza. Un incontro del terzo tipo dal quale emerge la figura dell'alieno: un essere vivente capace di sondare nelle pieghe più recondite della psiche umana e di assecondarne i più intimi desideri.
SCHEDA DELL’EDITORE In GIALLO, il secondo romanzo di Sara Pietrobono, che ha già pubblicato un’interessante dialogo tra la vita e la morte con Alieno, ci sono tutti gli ingredienti del romanzo noir all’italiana. Nella storia, ambientata nel mondo della prostituzione, dove politici e commissari corrotti si danno da fare per trarre profitto dal degrado altrui, i calorosi tentativi di risolvere il caso vengono portati avanti da personaggi connotati da un’umanità smaccatamente mediterranea. Questo trasforma il lavoro della Pietrobono in un collage di umori freschi, che non fanno il verso alle maestre del giallo d’oltre oceano e si vestono di uno stile personalissimo, dove il dialogo toglie vitalmente spazio alla narrazione. Una sorta di teatralità traspare nel ritmo di Giallo, un romanzo quasi parlato, in cui le parole vibrano e s’inseguono, e in cui sembra che il fine ultimo del percorso non sia semplicemente la soluzione dell’enigma, ma una volontà di rivalsa, una necessità del tutto personale di fare giustizia in un mondo dove i valori sono andati a morire nella confusione epocale. Ma soprattutto l’autrice va a scavare nei meandri delle perversioni, dove il sadismo, la rabbia e la volontà di distruggere sembrano appartenere ad una realtà fatta di identità frustrate: piccoli uomini che nel loro infimo rifugio trovano il pretesto per non guardarsi dentro. Il linguaggio della Pietrobono è violentemente scarno, non si lascia mai andare a distrazioni descrittive se non quando cede alla poesia della compartecipazione umana.
|